La Bioquantica

L’utilizzo di neologismi scientifici come “bioquantica” trova la necessità di definire i confini di discussione o di interazione con altre discipline che pragmaticamente hanno già una collocazione comunemente accettata.
Resta complesso generare definizioni diverse se non definiamo in precedenza il contenitore adeguato che si prepara a raccogliere tutti i contributi matematici, filosofici e fisiologici.

Il contenitore “scienza” racchiude in sè tutti gli esperimenti eseguiti da persone diverse in tempi diversi e in luoghi diversi che presentano le medesime risoluzioni ed è accettatile considerare un 10 / 20% di scarto dovuto a fenomeni “strani” e non valutabili; per cui una teoria è valida quando la stessa risponde al 85 / 90% del quesito e rimane valida finché qualcuno non la invalida presentando una soluzione al problema che si avvicina maggiormente al 100% e fatto questo la teoria rimarrà valida fino al successiva teoria. Di certo non sappiamo nulla.

E’ mia convinzione la necessità di verificare la possibilità di un nuovo contenitore che sia sufficientemente “malleabile” per contenere la fisica quantistica. Non è più possibile non ammettere le energie fluttuanti e
l’interazione del soggetto con l’oggetto, il prof. Piccardi ha speso la sua attività scientifica con innumerevoli esperimenti che mostrano chiaramente le differenze esperenziali valutando uno stesso precipitato chimico eseguito in tempi, luoghi e condizioni diversi. Nello stesso tempo accettare l’evoluzionismo darwiniano di come la forma biologica evolve nell’adattarsi all’ambiente per sopravvivere senza accettare che l’ambiente trasmette e il dna nucleico cellulare riceve e ne evidenzia in esperienza genica generando una mutata gerarchia tra molecola chimica e segnale esterno non è più possibile. Oggi la nuova branca della genetica definita epigenetica descrive razionalmente di come l’acetilizzazione o la metilizzazione degli istoni, che
ricevono il segnale, permettono una riprogrammazione effettiva della conformazione degli amminoacidi proteici. Bruce Lipton descrive di come questi “segnali” influiscono direttamente sullo sviluppo e movimento delle proteine, determinando “segnale” anche il pensiero del soggetto.

Biofotoni

Albert Fritz Popp definisce questi “segnali” biofotoni e ne fotografa, non solo la circolazione attraverso le strutture biologiche, ma individua una trasmissione da parte delle cellule all’esterno della massa biologica. Lo stesso prof. Popp afferma che una cellula si ripara da sola, nel giro di 24 h, se riceve un corretto biofotone anche con un’intensità più bassa. Ma per ricevere o trasmettere un biofotone è necessario trovare la fonte energetica che ne consente il funzionamento. Emilio Del Giudice valuta in 300 W la quantità di corrente media necessaria alla vita biologica di un essere umano e già il biologo Albert Szent-Gyorgyi nel 1937 si era posto il problema che la biologia si è sempre occupata di tutti i componenti della materia vivente ad eccezione dei campi elettromagnetici a cui è sottoposta. Tutte le reazioni biochimiche nella materia vivente rimangono inspiegabili se non si chiarisce come possono avvenire reazioni ossido-riduttive che comportano trasferimenti di elettroni. Per far passare l’atomo dallo stato di quiete allo stato eccitato occorre una transizione indotta da una fluttuazione del campo elettromagnetico del vuoto, sotto forma del fotone, la cui energia coincida con l’energia necessaria per il salto di configurazione (12 ev).
Basta fare dei semplici calcoli, ovvero moltiplicare il numero di cellule (37.200 miliardi) per la quantità di Ev necessari a strappare un elettrone potenziale elettrico di ciascuna che ci accorgiamo immediatamente delle
incredibili potenzialità “energetiche” del nostro corpo.
Nel 1981 il prof Popp ha dimostrato che il DNA è il principale emettitore di biofotoni. L’esistenza dei biofotoni rivaluta l‘efficacia di un’antica tecnica di guarigione come l’agopuntura. Nei punti cutanei di applicazione
dell’agopuntura, l’emissione di biofotoni è maggiore! Così anche la possibile esistenza dell’aura che alcune persone dicono di vedere attorno al corpo delle persone potrebbe essere associata a questo fenomeno. La variazione di colore dell’aura potrebbe corrispondere a una variazione di frequenza emissiva ed indicare un momentaneo stato di salute.

Il campo energetico del cuore

cuoreveicolo

Essendo dimostrato che esiste una circolazione di elettroni nelle strutture biologiche e quindi evidente lo sviluppo di un campo magnetico pulsato. Gli scienziati dell’Istitute of HeartMath, hanno dimostrato che il cuore umano genera un campo energetico più ampio e potente di tutti quelli prodotti da qualsiasi altro organo del corpo, compreso il cervello. Infatti, il campo elettrico, misurato dell’elettrocardiogramma (ECG), è all’incirca 60 volte più grande in ampiezza, di quello generato dalle onde cerebrali registrate da un
elettroencefalogramma (EEG). La ricerca di base presso l’Istituto di Heart Math, dimostra anche che: “le informazioni riguardanti lo stato emotivo di una persona, sono trasmesse in tutto il corpo attraverso il campo
elettromagnetico del cuore. I modelli ritmici dei battiti del cuore, cambiano in modo significativo quando sperimentiamo emozioni diverse. Non a caso il mito descrive la “forza dell’amore” come chiave esperenziale per raggiungere stati elevati di coscienza e se tutto ciò fosse molto più pratico?
Se i tratti epigenetici fossero influenzati da trasmissioni di campi magnetici toroidali “intenzionali” del cuore o della parte limbica del cervello (talamo e ipotalamo)?

L’acqua e il suo ruolo di ‘veicolo conduttivo’

Da questo nuovo paradigma altre considerazioni emergono: qualsiasi segnale trasmesso / ricevuto necessita di un veicolo conduttivo; nella materia biologica il componente conduttivo potrebbe essere l’acqua e l’elettrodinamica quantistica ne evidenzia i parametri e le potenzialità; come anche Emilio Del Giudice ha affermato che: ‘La rete di segnali elettromagnetici che si stabilisce nell’acqua è la rete di segnali che consente alle varie molecole di attrarsi tra di loro in modo selettivo, che poi è quello che accade nella materia vivente. Non si tratta di un processo casuale, ma di un processo regolato da un codice, come quello che si può avere nel DNA, o il codice della respirazione, o il ciclo di Krebs. Nel momento in cui si riesce a
controllare questo tipo di dinamica, chiaramente l’intera medicina cambia’. Va da sè che inviare telematicamente benessere tra un individuo che ne è provvisto ad uno che non ne ha, è possibile, anche se oggi ciò appare fantascientifico;

Estremizzando il concetto al gioco delle probabilità possiamo notare che

  1. esistono delle trasmissioni radio a banda ELF era utilizzate dalla Marina degli Stati Uniti e da quella Sovietica/Russa per comunicare con i sottomarini immersi. A causa dell’elevata conduttività elettrica dell’acqua salata, i sottomarini sono schermati dalla maggior parte di trasmissioni elettromagnetiche. I segnali nel campo di frequenze ELF, invece, possono penetrare molto più in profondità.
  2. Le onde cerebrali sono un’attività elettrica ritmica o ripetitiva del tessuto nervoso nel sistema nervoso centrale. Esse sono individuabili con tracciati grafici che evidenziano l’attività elettrica del cervello tramite la registrazione poligrafica dell’elettroencefalogramma.
    A seconda della frequenza, si dividono in:
    • onde Delta: sono caratterizzate da una frequenza che va da 0,1 a 3.9 hertz. Sono le onde che caratterizzano gli stadi di sonno profondo.
    • onde Theta: vanno dai 4 ai 7.9 hertz, caratterizzano gli stadi 1 e 2 del sonno REM.
    • onde Alfa: sono caratterizzate da una frequenza che va dagli 8 ai 13.9 hertz, sono tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l’addormentamento.
    • attività Beta: vanno dai 14 ai 30 hertz, si registrano in un soggetto in stato di veglia, nel corso di una intensa attività mentale (ad es. durante calcoli matematici) e soprattutto da aree cerebrali frontali. [nota bene: per quanto riguarda questo tipo di oscillazione manca il requisito della periodicità. Si riscontra, invece, nella rappresentazione encefalografica, una desincronizzazione; per cui non si parla di “onde” ma di “attività”]
    • onde Gamma: vanno dai 30 ai 42 hertz, caratterizzano gli stati di particolare tensione.
  3. Il 99% delle nostre molecole sono formate da acqua (dipolo elettrico) in soluto salino.
  4. Il DNA nucleico cellulare, “srotolato” , è lungo 1 metro e quindi abbiamo 37.200 miliardi di metri di DNA in forma lineare. E’ stato accertato che il DNA nucleico riceve e trasmette.

Alessandro Martinelli